Sanità
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La Sanità veneta sempre più in affanno, mancano medici e infermieri.

L’allarme del sindacato Nursind che chiede urgentemente miglioramenti salariali e di organizzazione del lavoro.

In Italia la percentuale di infermieri ogni mille abitanti è di 6, 2 unità.

Un valore che mette il nostro paese al quart’ultimo posto in Europa.

E’ primo dato critico messo in risalto dal sindacato Nursind nel suo bilancio annuale, derivato dall’analisi sul rapporto osservatorio conti pubblici italiani dell’università cattolica.

Un valore medio nazionale confermato anche per il Veneto, che per la nostra regione rappresenta una ulteriore criticità.

Secondo il Nursin la regione ha un problema di attrattività di sistema, l’alto valore del rapporto infermieri- medici è un dato fuorviante che non punta alla qualità dei servizi.

Il Veneto delle eccellenze mediche specialistiche non basta, secondo il sindacato, per offrire una prospettiva positiva agli utenti nei prossimi anni.

L’assalto ai pronto soccorsi verificatosi anche durante le ultime festività è un segnale preoccupante che potrà ripetersi sempre più spesso se non verranno governate le chiusure di massa degli ambulatori nei periodi critici.

Fondamentale sarà rendere la sanità pubblica concorrenziale rispetto a quella privata. – Intervistati Andrea Gregori (Segretario provinciale drl Nursind Vicenza).

Fonte: reteveneta

Sanità

Il Nursing Up: “Doppi turni e ferie bloccate, siamo sul punto di implosione del sistema”

Gianluca Gridelli, responsabile del Nursing Up: “Si lavora in un clima lavorativo tossico con tanta rassegnazione e disaffezione alla professione sanitaria”

“Politici e amministratori si vantano di una sanità pubblica regionale quale fiore all’occhiello del Ssn, ma la realtà è ben più misera e preoccupante”.

A dirlo è Gianluca Gridelli, responsabile del Nursing Up Romagna.

“In questo periodo con la recrudescenza del picco influenzale si è costantemente alla caccia del “posto letto”. Tanti reparti chirurgici sono trasformati in reparti di degenza medica dove il personale sanitario, scarso, stanco e stressato e spesso senza personale di supporto Oss, deve gestire una tipologia di pazienti verso il quale non ha la formazione specifica”.

Il fatto tocca tutta la Romagna e il riminese:

“Reparti specialistici, vedi il reparto di otorinolaringoiatria di Forlì che diventano di fatto delle geriatrie, la medicina di Riccione il reparto Covid del riminese lavoro con il personale al minimo anzi secondo noi si lavora sotto il minimo per garantire una assistenza degna di essere chiamata tale”.

Il Nursing Up denuncia:

“Si lavora in un clima lavorativo tossico con tanta rassegnazione e disaffezione alla professione sanitaria causa soprattutto di una direzione generale autoritaria che utilizza sempre il bastone e mai la carota. In questo periodo i colleghi fanno spesso doppi turni e molti hanno ferie bloccate vedi la terapia neonatale di Ravenna. Fra sindrome influenzale e stanchezza psico-fisica aumentano i certificati di malattia fra gli operatori senza contare poi la non sostituzione delle assenze programmate, legge 104, congedi parentali, gravidanze”.

Insomma siamo sul punto di implosione del sistema sanità: gli operatori, medici infermieri si licenziano per andare nel privato o esercitare la libera professione e qui si continuano ad ampliare i servizi, si pensi all’implementazione dei Cau su tutto il territorio romagnolo, quando invece pare che la politica nelle scelte sulla gestione del personale faccia di tutto per ridurli.

Ci dicono che sono state fatte tante assunzioni nel periodo Covid ma come organizzazione sindacale ci chiediamo dove sono finiti questi operatori visto che non si riescono più a coprire i turni nei reparti e dove tra l’altro la direzione generale ha pensato bene di scaricare tale responsabilità direttamente sui lavoratori col sistema autogestione?

Un fallimentare sistema di auto sostituzione delle assenze improvvise che, di fatto, annullano la vita privata degli operatori perché devi essere a disposizione costantemente dell’azienda a costo zero.

Fonte: riminitoday

Guardia medica, riforma fantasma. E ora spunta la proposta dei Cau

Mentre la Toscana aspetta ancora l’applicazione della delibera regionale varata oltre un anno fa.

Firenze, 3 gennaio 2024 – La riorganizzazione della medicina territoriale, di base e il servizio di guardia medica sono un patema d’animo per la Toscana.

Già rimbalzata tre volte con polemiche furiose in un decennio, la riforma della continuità assistenziale è diventata legge regionale oltre un anno fa, ammorbidendosi e fornendo solamente le linee guida che ogni Asl avrebbe dovuto elaborare.

Ad oggi, dopo la costituzione di un gruppo di lavoro regionale, esistono due bozze (una dei sindacati della medicina generale e una del gruppo medesimo) e varie idee per assecondare le impostazioni richieste dalla delibera e modulare il servizio in base alle necessità diverse dei vari territori, tra cui la sospensione del servizio tra mezzanotte e le otto – da affidare al 118 – in alcune zone, in particolare in città.

Sarebbe già dovuta partire la sperimentazione di postazioni di guardia medica vicino ai pronto soccorso maggiormente affollati degli ospedali che avrebbero dovuto essere selezionati proprio dal gruppo di lavoro.

Obiettivo: evitare l’eccessivo affollamento, consentendo agli operatori di concentrarsi sulla gestione dei casi più gravi, sgravati dall’eccesso di inappropriatezza.

Le modalità di accesso a queste postazioni dovrebbero essere decise dal gruppo di lavoro e stese in un protocollo.

I primi sei mesi di sperimentazione estensibili a ulteriori sei, sarebbero già conclusi se i lavori fossero terminati.

Poi alle postazioni vicine ai pronto soccorso, con i mille dubbi che questa soluzione comporterebbe – i sistemi informatici della guardia medica non dialogano con quelli dell’ospedale, i rischi che un paziente rimbalzi dal triage del pronto soccorso all’ambulatorio esterno e di nuovo al pronto soccorso – si sono aggiunte anche le postazioni da allestire nelle case della comunità già pronte e che hanno al loro interno macchinari di radiologia per evitare, appunto, la transumanza dei pazienti bisognosi di diagnostica per immagini al pronto soccorso.

Insomma, il patema non è risolto. E forse, per prendere il toro per le corna, a questo punto si aspetta la messa a punto del numero telefonico unico per l’assistenza 116117 che, almeno nelle premesse, rappresenta una semplificazione per i cittadini.

Dovrebbe indirizzare nel percorso corretto le moltissime chiamate.

Nell’attesa che tutto venga riorganizzato molto poco funziona, nonostante le migliori intenzioni e gli sforzi collettivi. 

Il bisogno di salute dei toscani è superiore all’offerta di sistema.

Anche la guardia medica nei giorni festivi è rimasta ingolfata nell’affollamento di richieste.

Onestamente non si può dire che il servizi funzioni come dovrebbe.

E mentre si traccheggia nel prendere decisioni, fors’anche per l’impopolarità che queste potrebbero determinare, nuove proposte avanzano.

C’è chi, anche nel gruppo di lavoro regionale, ha chiesto che anche la Toscana, segua la la strada tracciata dall’Emilia Romagna che nel luglio scorso ha varato la riforma del sistema di emergenza urgenza, facendo nascere i Cau.

I centri di assistenza e urgenza sono attivi 7 giorni su 7, 24 ore al giorno in strutture che coprono un bacino d’utenza tra i 35 e i 75mila abitanti.

Sono sorte nelle case della comunità ma anche in locali riconvertiti fra vecchi ospedali dismessi e ambulatori fuori uso.

Con personale medico, infermieristico, la possibilità di fare analisi ed esami. Per dare risposta alle urgenze a bassa complessità. E noi?

Fonte: lanazione

Inter

Intervista al dr Barrie Trower, celebre fisico inglese, esperto in armi a microonde. Ha lavorato per la Marina Reale ed i servizi segreti. È uno dei massimi espert mondiali di microonde, campi elettromagnetici e 5G Intervista del 2018, ma sempre attuale per una migliore comprensione.

“Il grilletto è già stato premuto con il wi-fi, il 5G è sol il passo successivo”

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13.22 Effetti sulla popolazione di insetti, in particolare sulle api

15.51 Effetti biologici sulla salute umana

26.59 Sarebbe possibile generare una falsa epidemia con il 5G?

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