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Lampedusa, i pompieri malati e il radar americano

Malattie cardiache e tumori tra i vigili del fuoco che hanno lavorato vicino alla struttura militare statunitense. maggio2023


Isola di Lampedusa, novembre 1986.

In seguito all’attacco missilistico (poi fallito) lanciato da Gheddafi in risposta al bombardamento della Libia degli Stati Uniti, la 134° squadriglia dell’Aeronautica Militare di stanza sull’isola viene dotata di un radar General Electric An-FPS-8 , a cui nel 1989 si aggiunge Sistema MRCS (Mobile Radar Combat System).

Il gigantesco apparato lavora a un frequenza compresa tra i1280 e 1380 mega hertz, è collocato sulla punta orientale dell’isola, nei pressi dell’aeroporto.

A meno di 500 metri di distanza si trova il distaccamento aeroportuale del comando dei vigili del fuoco di Lampedusa e a circa 700 metri dalla stazione aeroportuale e dalla torre di controllo.

Nel 1998 il radar è spostato nella zona di Ponente.

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NEL FRATTEMPO, I CIRCA 70 VIGILI del fuoco in servizio al distaccamento tra il 1986 e il 1998, sono colpiti da oltre 20 casi di malattie oncologiche e cardiovascolari.

Dall’epoca dell’installazione del radar, 10 vigili del fuoco sono morti, l’ultimo lo scorso 23 febbraio per arresto cardiaco; altri che hanno fra i 20 e i 40 anni sono malati.

Il sindacato Uilpa già dalla scorsa estate aveva trasmesso ad Agrigento la richiesta un’indagine epidemiologica per stabilire «eventuali correlazioni tra le patologie sofferte dal personale di servizio e in quiescenza e la conclamata presenza di un radar o eventuali altre cause.

In assenza di riscontro e in seguito all’ennesimo decesso di un collega, il corpo è entrato in agitazione sindacale, si è rivolto alla prefettura e il Movimento 5 stelle ha presentato un’interrogazione parlamentare.

IL CASO DEI VIGILI DEL FUOCO risulta in linea con la decisamente anomala situazione epidemiologica delle isole di Lampedusa e di Linosa, che vede le due isole Pelagie avere sistematicamente da 15 anni il più alto numero di morti di tumori per il sesso maschile di tutta la regione.

Lo dicono i dati contenuti nell’Atlante Sanitario della Sicilia che viene stilato ogni 4 anni.

In particolare, i valori per il distretto di Lampedusa e Linosa risultano sistematicamente più elevati di quelli tipici delle grandi aree metropolitane e superiori a quelli dei più importanti siti industriali inquinati della Sicilia.

IL PRIMO AD AVER FATTO NOTARE questa anomalia era stato l’antimilitarista Antonio Mazzeo in un articolo del 2014 che faceva riferimento all’edizione del 2013 dell’Atlante Sanitario, dato è stato poi confermato anche nelle edizioni successive.

Un’analisi dettagliata di tali dati viene pubblicata sul numero di aprile 2022 di Medicina Democratica, ove si ritiene che l’anomalia sia statisticamente significativa, tale da rendere necessario realizzare una più approfondita indagine epidemiologica per meglio comprenderne l’entità, la natura e le cause.

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LE ONDE ELETTROMAGNETICHE di differenti frequenze interagiscono in diversi modi con i sistemi biologici e possono essere acuti, quando l’esposizione è breve ma intensa, e a lungo termine, quando l’esposizione è di lunga durata ma a bassa intensità.

Secondo quanto riportato dall’Airc, la maggior parte degli studi epidemiologici e di laboratori condotti per valutare l’associazione tra l’esposizione ai campi magnetici e diversi tipi di tumori non ha stabilito nessuna chiara corrispondenza tra i due fenomeni.

Ma è altresì ritenuto che la ricerca scientifica non abbia ancora fatto piena luce sulle conseguenze sulla salute umana degli effetti a lungo termine.

Nella maggior parte dei casi si dispone solo di studi condotti su animali di laboratorio, da alcuni dei quali è effettivamente emersa un’associazione significativa con lo sviluppo di alcuni tipi di tumore.

Sull’isola di Lampedusa si protesta da tempo contro la massiccia presenza di radar e di altre infrastrutture militari e per la telecomunicazione.

Nel 2019 si è costituito il Comitato di Lampedusa per la Salute Pubblica e Ambientale che fra le varie cose, dopo aver chiesto invano un censimento di tutte le sorgenti che emettono onde elettromagnetiche e un regolamento comunale che ne limitasse l’installazione, ha prodotto una mappa interattiva, che riporta, su di un isola di 20 mq, 6 sistemi radar, 3 sistemi di antenne militari e civili, 5 tralicci per la telecomunicazione.

Una bella collezione, che assieme all’elevato numero di tumori giustificano le ripetute richieste da parte del comitato di condurre un’indagine epidemiologica sulla popolazione dell’isola.

In mancanza di risposta dalle diverse autorità competenti, il comitato ha avviato una raccolta autonoma di dati su malati e morti di tumore, attraverso la distribuzione alla cittadinanza di moduli da riconsegnare compilati.

NON SONO MANCATE da parte del comitato e precedentemente del collettivo Askavusa le denunce rispetto ai danni anche ambientali provocati da un tale affollamento di fonti elettromagnetiche, su di un isola di elevato interesse naturalistico.

Per la rarità e rilevanza di alcune specie animali e vegetali l’intero territorio delle isole di Lampedusa e Linosa è stato classificato nel 2005 come ZPS – Zona a protezione speciale, il 67,81% del territorio dell’isola di Lampedusa (comprese le aree più densamente militarizzate di Capo Ponente – Albero Sole) e l’isolotto di Lampione, sono classificati invece come SIC – Sito d’importanza comunitaria.

Inoltre le due isole di Lampedusa e Linosa per la particolare posizione nel Mediterraneo tra Africa e Europa, sono di importanza strategica per moltissimi uccelli migratori, molti dei quali minacciati a livello globale ed è ampiamente documentato nella letteratura scientifica che l’elettromagnetismo ha un impatto molto pesante sull’avifauna.

Fonte: ilmanifesto

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