EcoFoodFertility
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EcoFoodFertility. La fertilità maschile è in forte calo

SOLO il 30 % dei maschi europei ha una qualità ottimale degli spermatozoi.
Eshre: European Society of Human
Reproduction and Embryology


VERSO UN NUOVO MODELLO PER LA VALUTAZIONE DELL’IMPATTO AMBIENTALE SULLA SALUTE UMANA, PER LA PREVENZIONE PRIMARIA, PREPRIMARIA E PER LA RESILIENZA NELLE AREE A RISCHIO A TUTELA DELLE NUOVE E FUTURE GENERAZIONI

Il progetto di ricerca, uno studio multicentrico di biomonitoraggio umano, con una seconda fase di trial clinico randomizzato, mira ad individuare i più sensibili e precoci indicatori di danno ambientale con potenzialità predittiva per patologie non solo riproduttive in linea ad un indirizzo di Prevenzione primaria e preprimaria per ridurne il loro carico e indicare misure di resilienza per contrastare/modulare gli effetti degli inquinanti sulla salute riproduttiva e generale.

Il progetto, concreto esempio di ricerca partecipata sui territori secondo i principi della “Citizen Science”, è stato ideato ed è coordinato da Luigi Montano, UroAndrologo, responsabile dell’Ambulatorio Pubblico di Andrologia della ASL di Salerno presso l’ospedale di Oliveto Citra, esperto in Patologia Ambientale e Medicina dello Stile di Vita, nonché attuale Presidente della Società Italiana di Riproduzione Umana (www.siru.it).

EcoFoodFertility:

nato inizialmente in Campania al fine di individuare un nesso su base scientifica fra i preoccupanti tassi di inquinamento ambientale nelle provincie a Nord di Napoli e basso casertano (Terra dei Fuochi) e l’importante incremento di patologie cronico-degenerative registratosi negli ultimi decenni.

Oggi coinvolge diverse aree d’Italia e d’Europa.

Gruppo di specialisti, che operano presso il CNR, l’ISS,  ASL, Università e altri centri di ricerca, ha dato vita alla Rete Interdisciplinare per la Salute Ambientale e Riproduttiva (R.I.S.A.R.) (https://www.ecofoodfertility.it/rete-nazionale/ricercatori).

Da tempo sta indagando secondo un approccio di “system biology” su coorti omogenee per stili di vita di maschi giovani sani, residenti in aree a diversa pressione ambientale, con un’ampia gamma di esami (contaminanti, biomarcatori ossidativi, immunologici, genetici, epigenetici, proteomici, lipidomici, metabolomici etc.) oltre che sulle classiche matrici biologiche (sangue ed urine), sul liquido seminale.

Gli spermatozoi sembrano risultare, dalle indagini di confronto effettuate, prime sentinelle dell’inquinamento ambientale, ovvero indicatori precoci, affidabili ed anche potenzialmente  predittivi di impatti futuri sulla salute umana (Spermatozoo sentinella della Salute Ambientale e Generale).

Lo studio, peraltro, con la fase del trial clinico sta valutando modelli alimentari (in primis Dieta Mediterranea con prodotti BIO)  e/o nutraceutico-funzionali.

L’effetto di contrasto e o di modulazione del danno da inquinanti ambientali come misure di resilienza (BONIFICA UOMO INQUINATO).

Di recente il progetto si è aperto sul fronte femminile (EcoFoodFertility for Women) ed ha ulteriormente proceduto nella valutazione esposomica con tecnologie e sistemi di biomonitoraggio molto avanzati (https://ecofoodfertility.it/il-progetto/progetto-expomap).

In questi anni importanti risultati sono stati  pubblicati su riviste internazionali (https://www.ecofoodfertility.it/chi-siamo/pubblicazioni-scientifiche).

Numerosi sono stati i premi ed i riconoscimenti al progetto (https://ecofoodfertility.it/index.php?option=com_content&view=article&id=234&Itemid=1).

Gli eventi (https://www.ecofoodfertility.it/news/eventi).

Notevole è stata l’eco sulla stampa (https://www.ecofoodfertility.it/news/rassegna-stampa) e su altri media televisivi regionali e nazionali (https://www.ecofoodfertility.it/news/video).

Premessa

Negli ultimi anni, appare sempre più evidente il ruolo dei fattori ambientali nell’influenzare lo stato di salute della popolazione, tanto che gli inquinanti chimici e fisici oggi vengono considerati come la più importante minaccia per la salute pubblica, i cui effetti, anche transgenerazionali, cominciano ad essere documentati dalla letteratura scientifica.

Ogni organo del nostro corpo ne risente ed ogni fluido biologico riporta tracce (oggi misurabili) dell’esposizione a fattori inquinanti.

In particolare il sistema organo-funzionale più sensibile appare l’apparato riproduttivo.

Il drammatico calo della qualità seminale negli ultimi 70 anni non solo nei paesi occidentali (figura 1), ma anche da 20 anni ad oggi in alcuni paesi ritenuti ad alta fecondità come Africa, Cina, Brasile, India (figura 2) rappresenta lo specchio più fedele e misurabile dell’impatto che le attività umane hanno avuto sul pianeta.

Tuttavia, anche se l’inquinamento è diffuso ci sono aree all’interno dello stesso paese ed anche della stessa regione la cui popolazione è esposta ad una elevata concentrazione di inquinanti chimici e fisici e questo comporta una maggiore incidenza di patologie cronico-degenerative e malformative quali, diabete, malattie cardiovascolari, neurodegenerative, cancro, disturbi riproduttivi, malformazioni neonatali rispetto alle aree dove la pressione ambientale è minore.

Il progetto di ricerca EcoFoodFertility, studio multicentrico di biomonitoraggio umano effettuato in aree a differente pressione ambientale da tempo ha avviato valutazioni sistematiche su coorti di giovanissimi maschi sani suggerendo l’estrema sensibilità del seme rispetto ad altri fluidi biologici come sangue e urine quale sensibile e precoce indicatore ambientale, indicando, peraltro, nella sua seconda fase misure possibili di resilienza per controbilanciare e/o ridurre l’impatto degli inquinanti sulla salute umana (figura 3).

A questa prima indicazione se si aggiungono altri studi che suggeriscono il valore del seme anche come indicatore di salute generale, la doppia funzione del seme, “Sentinella della Salute Ambientale e Generale” apre nuovi scenari per politiche pubbliche di monitoraggio, valutazione di impatto ambientale e prevenzione primaria.

Infine, l’indicazione di come modulare, con corretti stili di vita, alimentari (dieta mediterranea con alimenti biologici) e, quando necessario, sistemi nutraceutico-funzionali, gli effetti degli inquinanti sull’organismo, rappresenta un completamento del progetto come misura di resilienza oltre che un messaggio educativo trasferibile per la sostenibilità dei sistemi agroalimentari, l’economia circolare e la tutela dell’ambiente.

Figura 1: Il drammatico declino spermatico nei paesi occidentali dal 1940 al 2011

Figura 2: il declino della qualità seminale nei diversi continenti ed in particolare in India, Cina, Iran, Brasile dal 1980 al 2015
(Fonte: Mediterranean Diet as a Shield against Male Infertility and Cancer Risk Induced by Environmental Pollutants: A Focus on Flavonoids. Montano L, Maugeri A, Volpe MG, Micali S, Mirone V, Mantovani A, Navarra M, Piscopo M. Int J Mol Sci. 2022 Jan 29;23(3):1568. doi: 10.3390/ijms23031568)

Figura 3: Le due fasi del progetto di ricerca EcoFoodFertility: i) il “Seme Sentinella della Salute Ambientale e Generale” e il cambio del paradigma dell’intervento di prevenzione; ii) La “bonifica dell’uomo inquinato”, modelli di intervento per ridurre gli effetti degli inquinanti sulla salute (dieta mediterranea bio, alimenti funzionali e/o nutraceutici).


Fonte: ecofoodfertility




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