Auto elettrica? Rivoluzione per i ricchi
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De Meo sul “tutto elettrico”

Auto elettrica? Rivoluzione per ricchi

L’aria di casa ha fatto bene a Luca De Meo, numero uno di Renault e da inizio anno presidente dell’Associazione dei costruttori europei di auto (Acea).
Il top manager, per anni «pupillo» in Fiat dello scomparso Sergio Marchionne, ha infatti colto l’occasione per togliersi qualche macigno dalle scarpe.
Frasi pesanti, le sue, a proposito del modo con cui a Bruxelles viene gestito il futuro del settore: l’imposizione, senza se e senza ma, del «tutto elettrico» dal 2035.

Da De Meo, dunque, accuse precise all’indirizzo della Commissione Ue

«A Bruxelles c’è un gruppo di estremisti dell’elettrico che non si rende conto – o non vuole farlo – di quanto il futuro sia complesso»

ma anche un’ammissione di colpa sull’operato proprio di Acea

«ha mancato di coraggio nel comunicare le alternative all’elettrico e nello spiegare come gli e-fuels, ad esempio, potrebbero da subito essere disponibili».

De Meo sottolinea come i decisori europei

«non devono limitarsi alla foto del futuro, ma guardare il video: solo così si capisce il percorso che le nuove tecnologie dovranno compiere nei prossimi anni».

Tutte affermazioni che sui social hanno aperto un acceso dibattito.
Per esempio, la reazione di Andrea Taschini, manager automotive:

«È un passo importante la presa d’atto pubblica di De Meo.
Evidenzia, infatti, il grande pericolo che il comparto automotive del nostro Continente sta correndo con l’imposizione dell’auto elettrica.
L’establishment industriale ha per troppo tempo e inspiegabilmente taciuto di fronte a evidenti e insormontabili difficoltà nel competere con la Cina».

Auto elettrica? Rivoluzione per ricchi

Già, la Cina, il cui attacco all’Europa è in pieno corso. E anche sul Dragone non è mancata la sottolineatura del presidente di Acea:

«Pechino fa la parte del leone sul mercato mondiale delle auto elettriche perché terre rare, cobalto e altri elementi necessari per la costruzione delle batterie sono nelle sue mani»

«Anche i costi di produzione dell’energia sono diversi perché in Europa gli standard devono essere ecocompatibili, mentre in Cina si utilizza ancora il carbone, non ci sono limiti di inquinamento e il costo del lavoro è inferiore»

Risultato?
Almeno da noi

«l’auto elettrica è una rivoluzione per i ricchi»

FONTE: IlGiornale.it

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