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Emilia-Romagna: bando per ritirare i seminativi dalla produzione.

Niente produzione agricola e pascolo

Con la Delibera di Giunta regionale n. 2133 del 4 dicembre 2023

l’Emilia-Romagna approva 3 interventi SRA (socially responsabile agricolture).

Il terzo intervento è quello mirato al ritiro dei seminativi dalla produzione.

Chi decide di aderire al bando deve impegnarsi per 20 anni a non coltivare i propri terreni, che dovranno essere popolati da specie arboree selvatiche.

Gli agricoltori non solo dovranno astenersi dal piantare semi per la produzione agricola, ma dovranno gestire e fare manutenzione del terreno per favorire la crescita delle piante e degli alberi selvatici indicati nella delibera e mettere delle trappole per controllare la popolazione delle nutrie.

Sarà vietato anche il pascolo di animali, salvo in alcune condizioni, come l’utilizzo dell’attività di pascolo per sostituire il controllo della vegetazione tramite sfalcio o trinciatura, ed in ogni caso è vietata dal 20 Febbraio al 10 Agosto.

Gli aiuti finanziari vanno dai 1500 euro all’anno per ogni ettaro di terreno per i prati umidi fino a 500 euro annui per ettaro per le superfici di montagna e collina.

SRA26. Contrario alla loro stessa scienza

Questo intervento segue la follia olandese di sacrificare la produzione per ridurre le emissioni di CO2, ma ciò va contro la loro stessa scienza.

Le coltivazioni sono efficienti nell’assorbire CO2 perché meno suscettibili agli incendi, inoltre le piante utilizzano la CO2 per crescere di più e questo è stato dimostrato anche per il raccolto, che tende ad essere più abbondante per maggiori livelli di CO2 (1, 2,3, 4 ), mostrando che questo bando nulla ha a che vedere con la salvaguardia ambientale e che anzi le piante beneficiano della CO2 stessa per una migliore produttività.

Questa associazione positiva tra CO2 e crescita delle piante è inoltre nota da molto nella letteratura scientifica tanto da essere nominata CO2 fertilization effect, che ha portato ad un aumento della produzione del 44% dall’anno 2000 (1, 2, 3).

Queste cose sono note fin dagli anni 70, dove uno studio mostrò che le piante di cotone raddoppiarono la loro crescita se coltivate in un ambiente sperimentale ad alto tasso di CO2.

Non aumenta solo la produzione, ma anche la dimensione delle foglie e dell’estensione totale dell’area vegetale, che secondo questo studio è aumentata del 25%-50%, e il 70% della varianza è proprio spiegato dall’effetto di fertilizzazione della CO2.

L’unica controindicazione è lo sbilanciamento tra carbonio e azoto nella crescita delle piante, rendendole più ricche di carboidrati e meno di proteine.

Questo studio spiega che è un problema che si può risolvere fornendo più azoto alle piante o selezionando quelle che lo fissano meglio, i legumi non risentono di una carenza di azoto e riescono a sfruttare l’abbondanza di CO2 per sopperirla.

SRA26. Le vere ragioni: i fondi europei

Il bando è finanziato dal fondo europeo FEASR (1, 2 , 3) che era destinato a tutelare l’agricoltura e promuoverne lo sviluppo all’interno dei paesi UE.

Adesso è diventato un fondo per finanziare i progetti “sostenibili”: nel secondo pdf del regolamento sul fondo FEASR è scritto che la politica agricola comune deve essere condotta tenendo conto gli obiettivi dell’agenda 2030 (p.1), e a p.29 che i fondi FEASR possono essere utilizzati per monitorare le risorse agricole e valutare il progresso verso il raggiungimento degli obiettivi dell’agenda 2030.

Il bando dell’Emilia-Romagna pur essendo su base volontaria prevede tanti controlli, e quella miseria che danno ai proprietari terrieri per non far coltivare le terre andrà spesa tutta nella manutenzione e nelle operazioni da dover fare per rimanere in regola col bando, altrimenti si rischiano sanzioni.

Sulla base dell’ennesima farsa, quella del clima, si aprono finestre di Overton per tentare l’ennesimo attacco alla proprietà privata degli individui in nome dell’agenda 2030.

Fonte: Der Einzige

SRA26 – Ritiro seminativi dalla produzione (bando)

Lettura facilitata 

StatoAPERTO
Tipologia di bandoAgevolazioni, finanziamenti, contributi
Chi può fare domandaCooperativeEnti pubbliciMicro impresePMI
Data di pubblicazione04/12/2023
Scadenza termini partecipazione15/03/2024
Consulta gli approfondimenti

Intervento: SRA26 ACA26 Ritiro seminativi dalla produzione

Azioni:
• Azione 1 Ambienti per la flora e la fauna selvatica
• Azione 2 Ambienti variamente strutturati con funzioni di collegamento paesaggistico ed ecologico

Obiettivi specifici:

OS4 – Contribuire alla mitigazione dei cambiamenti climatici e all’adattamento a essi, anche riducendo le emissioni di gas a effetto serra e rafforzando il sequestro del carbonio, come pure promuovendo l’energia sostenibile

OS5 – Favorire lo sviluppo sostenibile e un’efficiente gestione delle risorse naturali come l’acqua, il suolo e l’aria, anche riducendo la dipendenza chimica

OS6- Contribuire ad arrestare e invertire la perdita di biodiversità, migliorare i servizi ecosistemici e preservare gli habitat e i paesaggi

Atto di approvazioneDelibera di Giunta regionale n. 2133 del 4 dicembre 2023

Termini presentazione domande di sostegno: da data comunicata sul sito AGREA al 15 marzo 2024

Beneficiari: Agricoltori singoli o associati; Altri gestori del territorio singoli o associati

Sostegno: da 500 a 1.500 euro/ettaro/anno a seconda dell’azione

Durata impegno: 20 anni

Risorse: 211.200 €

Modalità presentazione domande di sostegnoon line compilando la specifica modulistica prodotta dal SIAG – Sistema Informativo Agricolo di AGREA, previo accreditamento con procedura Agrea.

Per informazioni tecniche, procedurali e amministrative:

Gianfranco De Geronimo

Responsabili per Settore Agricoltura, caccia e pesca

Materia: Agricoltura e sviluppo delle aree rurali | Ambiente

Finanziato con fondi europei: FEASR

Bando e documenti utili

Fonte del bando: agricoltura.regione.emilia.romagna

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