Scudo penale
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Scudo penale per tutto il 2024 e età pensionabile medici estesa a 72 anni. Ecco gli emendamenti riformulati

13 febbraio

Per la punibilità dei soli casi di colpa grave commessi fino al 31 dicembre 2024 nell’esercizio di una professione sanitaria si dovrà tenere conto delle situazioni di grave carenza di personale. I dirigenti medici e sanitari e i docenti universitari, fino al 31 dicembre 2025, potranno andare in pensione a 72 anni ma senza mantenere o assumere incarichi dirigenziali apicali di struttura complessa o dipartimentale. Questo “anche” per far fronte alle esigenze di formazione e tutoraggio. Queste le riformulazioni depositate. GLI EMENDAMENTI

Come anticipavamo ieri, sono state oggi depositate presso le commissioni Affari costituzionali e Bilancio della Camera le riformulazioni agli emendamenti del milleproroghe che puntano a mantenere lo scudo penale per tutto l’anno in corso e estendere l’età pensionabile dei medici a 72 anni su base volontaria.

“Fuori dallo stato di emergenza epidemiologica da Covid” la limitazione della punibilità ai soli casi di colpa grave “opera per i fatti di cui agli articoli 589 e 590 del codice penale, commessi sino al 31 dicembre 2024 nell’esercizio di una professione sanitaria in situazioni di grave carenza di personale sanitario”.

È questa la riformulazione della maggioranza sullo scudo penale per i medici.

“Si tiene conto – si legge ancora nel testo dell’emendamento – delle condizioni di lavoro dell’esercente la professione sanitaria, dell’entità delle risorse umane, materiali e finanziarie concretamente disponibili in relazione al numero dei casi da trattare, del contesto organizzativo in cui i fatti sono commessi nonché del minor grado di esperienza e conoscenze tecniche possedute dal personale non specializzato”.

Quanto ai medici in pensione a 72 anni, si spiega che questi non potranno mantenere o assumere incarichi dirigenziali apicali di struttura complessa o dipartimentale.

Le aziende del Ssn, fino al 31 dicembre 2025, potranno mantenere in servizio, su istanza degli interessati, i dirigenti medici e sanitari e i docenti universitari che svolgono attività assistenziali “anche” – e dunque non solo – per far fronte alle esigenze di formazione e tutoraggio del personale, oltre che per far fronte alle carenze di personale.

Giovanni Rodriquez

Fonte: quotidianosanità

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