Fenomenologia testuale dell’effervescente Avatar del Colle
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Il discorso dell’inquilino del Colle è un evento annuale fortemente segnaletico che suscita l’attenzione delle istituzioni nazionali ed internazionali. Viene notomizzato da Paesi amici e soprattutto dai nemici. Il Quirinale rilascia messaggi e comunica le linee tendenziali che interpretano il suo mandato. Alcuni hanno scritto righe eccellenti, altri hanno adottato uno stile involuto-diplomatico, molti si sono spesi con contenuti mediocri. L’effervescente avatar del Colle ha rilasciato a reti unificate di terra, di mare, di aria un intermezzo carico di banalità e di ipocrisie riportate nel sito del Quirinale: https://www.quirinale.it/elementi/61816.

Egli non si è sottratto al ruolo di megafono dei contenuti propagandistici in corso trattati acriticamente in melassa retorica. Se facciamo attenzione, anche la struttura sintattica e lessicale è volutamente dimessa. Il tono della voce e le posture del corpo esprimono il grigiore di quello che dichiara. Non parliamo dell’abbigliamento che deve essere protocollare ma che avrebbe potuto azzardare una cravatta rossa simbolo delle festività in corso. Nessun esperto di comunicazione potrebbe fare peggio. Solennità sì, autorità sì, ma grigiore da evitare. Cn una impostazione simile, il suo discorso perde totalmente di credibilità. Non trasmette coraggio né entusiasmo, la voglia di fare, di progettare il futuro, di disegnare un sogno comune verso cui tendere con intelligenza e capacità di progetto. Niente …

Egli ha iniziato il discorso con la solerte citazione della pandemia “In questi giorni ho ripercorso nel pensiero quello che insieme abbiamo vissuto in questi ultimi due anni: il tempo della pandemia che ha sconvolto il mondo e le nostre vite”. Ma non si è azzardato né ha voluto tentare di capirne le cause. Ha ringraziato “Dobbiamo ricordare, come patrimonio inestimabile di umanità, l’abnegazione dei medici, dei sanitari, dei volontari”. Ligio ai dettami della teologia farmaceutica ha detto: “I meriti di chi, fidandosi della scienza e delle istituzioni, ha adottato le precauzioni raccomandate e ha scelto di vaccinarsi: la quasi totalità degli italiani, che voglio, ancora una volta, ringraziare per la maturità e per il senso di responsabilità dimostrati”.

Silenzio totale sugli “effetti avversi” oramai ammessi anche dal sinedrio tecno-farmaceutico americano e quindi italiano in seconda battuta. Sui vaccini costui si è soffermato per ben trentasette su centoquarantadue righe dell’intero testo, cioè un ragguardevole ventisette percento. Un’ampiezza troppo sbilanciata che fa balenare l’ombra di una potentissima pressione della casta tecno-farmaceutica che continua a stritolare e a bloccare la vita democratica della penisola.

Egli ha speso solo cinque righe sul tema del terrorismo internazionale. Come avrebbe fatto Pilato, anche in questo caso, ha accennato senza dare un proprio parere sui mandanti internazionali, possibilmente non solo islamici, mentre, senza esitazioni, invece, afferma “Nel corso di questi anni la nostra Italia ha vissuto e subito altre gravi sofferenze. La minaccia del terrorismo internazionale di matrice islamista”. In questo modo, egli ha scelto la più oltranzista posizione atlantista decidendo di essere il rappresentante di una parte degli italiani e diventando il garante della repressione sistematica di coloro, moltissimi, che non si sono riconosciuti in queste scelte, grazie al determinante aiuto di tutti i mezzi di informazione attualmente operanti nella ex-italia.

Con lo spirito schierato apertamente su posizioni atlantiste, egli dichiara che: “La Costituzione affida al Capo dello Stato il compito di rappresentare l’unità nazionale”. Di fatto, Egli ha disatteso questa impostazione diventando sempre di più il bardo di una ben precisa parte della popolazione lasciando che la restante parte degli italiani, che era collocata con la forza dalla parte sbagliata, fosse perseguitata, minacciata, umiliata, intercettata censurata con l’uso scientifico e massiccio del braccio armato dei canali di comunicazione di rete a totale emanazione americana. Egli ne parla costretto leggendo qualche riga di prammatica: “Credo che ciascun Presidente della Repubblica, all’atto della sua elezione, avverta due esigenze di fondo: spogliarsi di ogni precedente appartenenza e farsi carico esclusivamente dell’interesse generale, del bene comune come bene di tutti e di ciascuno. E poi salvaguardare ruolo, poteri e prerogative dell’istituzione che riceve dal suo predecessore e che – esercitandoli pienamente fino all’ultimo giorno del suo mandato – deve trasmettere integri al suo successore”. Poi, con finta umiltà sacerdotale dichiara: “Credo che ciascun Presidente della Repubblica, all’atto della sua elezione, avverta due esigenze di fondo: spogliarsi di ogni precedente appartenenza e farsi carico esclusivamente dell’interesse generale, del bene comune come bene di tutti e di ciascuno. E poi salvaguardare ruolo, poteri e prerogative dell’istituzione che riceve dal suo predecessore e che – esercitandoli pienamente fino all’ultimo giorno del suo mandato – deve trasmettere integri al suo successore”.

Controcorrente rispetto alle analisi di istituti di ricerca di tutto il mondo, americani compresi, nonostante le analisi allarmistici della Banca d’Italia e di altre istituzioni angloamericane, della borsa, ecc., egli ha riportato il mito di un Paese che è in ricrescita: “Ma le condizioni economiche del Paese hanno visto un recupero oltre le aspettative e le speranze di un anno addietro. Un recupero che è stato accompagnato da una ripresa della vita sociale”. Sarebbe interessante conoscere le fonti che gli hanno fatto dire queste auguste riflessioni. Qualcuno dice il falso sapendo di mentire.

Il suo discorso diligente sancisce la ineluttabilità della scelta “ecologica” dichiarando acriticamente: “Le transizioni ecologica e digitale sono necessità ineludibili, e possono diventare anche un’occasione per migliorare il nostro modello sociale”. Nessun cenno che tale scelta seguita ossessivamente dall’Europa non è rispettata da Cina, Russia, India e molti Paesi in via di sviluppo contro i quali la bimbetta con le treccine non ha detto una parola che è una.

Inevitabile la solerte e servile volata al pontifex argentinus: “Desidero rivolgere un augurio affettuoso e un ringraziamento sincero a Papa Francesco per la forza del suo magistero, e per l’amore che esprime all’Italia e all’Europa”. Nessun commento sarebbe sufficiente per far notare che il focus del pontefice è orientato su altre questioni essenzialmente migratorie.

Ha chiesto la pace proprio lui che fu ministro della difesa durante i criminali bombardamenti in Serbia con bombe al fosforo. C’era costui durante la brutta vicenda delle famiglie italiane pagate e/o minacciate che hanno avuto figli uccisi o contaminati con l’uranio impoverito sui quali la stampa non ha denunciato quasi niente. Il silenzio assoluto.

Costui ha continuato ad elencare ovvietà su occupazione, parità e lavoro, dicendo molto poco o nulla sulle gravissime responsabilità del decennio governi precedenti, soprattutto tecnici. Dov’era costui quando c’erano i governi di gruppi ora all’opposizione che hanno avuto dieci anni per fare tutto quello di cui viene imputato ossessivamente l’attuale governo in carica da un anno?

Il soliloquio, quasi sottovoce, in piedi, dimesso e triste, si è chiuso con la solita retorica propagandistica su genderismo, violenza sulle donne, sulla superficiale versione dell’aggressione russa, ma ha taciuto sulle responsabilità dei genocidi di Gaza. Un accenno sfuggevole agli sbarchi… ma solo un cenno, per carità.

Impressionante la postura semieretta somigliante a quella del luciferino ma geniale Gobbo dalle capacità politiche fuori del comune.

Non ho mai visto una mediocrità simile!

Se la china è stata raggiunta, possiamo solo risalire… forse!

Fonte: Manlio Lo Presti su LA PEKORA NERA

Inter

Intervista al dr Barrie Trower, celebre fisico inglese, esperto in armi a microonde. Ha lavorato per la Marina Reale ed i servizi segreti. È uno dei massimi espert mondiali di microonde, campi elettromagnetici e 5G Intervista del 2018, ma sempre attuale per una migliore comprensione.

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