Digital detox
Se ti piace l'articolo, condividilo

Digital detox.

Per un villaggio indiano è una pratica quotidiana

Vijay Mohite, importante politico indiano ha lanciato un’iniziativa raccolta con entusiasmo dalla sua comunità del villaggio di Mohityanche Vadgaon nello Stato indiano del Maharashtra.

Si tratta di tenere spento ogni giorno per novanta minuti tutti i dispositivi tecnologici per dedicare questo tempo alla lettura, alla meditazione alla scrittura creativa e alla socializzazione. Obiettivo; disintossicazione di gruppo da ogni forma di tecnologia: cellulari, computer, tablet, compresa la televisione.

Ogni sera la campana del tempio del villaggio suona alle ore 19:00 suona per ricordare ai residenti di spegnere ogni dispositivo elettronico che si potrà riaccendere alle 20:30 come avvisa il secondo suono della campana.

Jitender Dudi, l’amministratore capo dello sviluppo distrettuale di Sangli, ha portato a compimento l’idea di Mohite e i residenti l’hanno accolta con entusiasmo e sembrano già godere dei conseguenti benefici.

L’idea spiegata dallo stesso politico a Voanews.com è nata dopo aver verificato come le misure del confinamento per la pandemia Covid-19 abbiano portato le persone ad un uso smodato della tecnologia sia per lavorare sia per svago e che non ridimensionato una volta tornati alla normalità.

Soprattutto una volta che i bambini sono tornati a scuola gli insegnati hanno notato come fossero diventati pigri: abituati come erano al cellulare mostravano irritazione nel leggere e scrivere.

Cellulari dipendenti. Per i bambini un pericolo per il processo di apprendimento 

Consultati i genitori gli insegnanti ricevano la conferma che i bambini dopo l’orario delle lezioni on line continuavano a trascorrere il loro tempo al cellulare del quale erano diventati “dipendenti”.

Come racconta uno degli insegnanti a Voanews.com il primo accorgimento è stato quello di consigliare ai genitori di “svezzare gli studenti” dalla tecnologia, senza ottenere il risultato sperato. Allora si sono rivolti a   Mohite facendogli presente che l’abitudine dei bambini di usare i telefoni cellulari in modo eccessivo o improprio può compromettere il loro sviluppo perché diventa “un ostacolo al loro processo di apprendimento” come sostiene JR Ram, psichiatra clinico di Calcutta.

Mohite nel suo ruolo di Sarpanch (capo villaggio) nonostante il contrasto degli altri politici ha messo in pratica la sua idea dei 90 minuti giornalieri di “disintossicazione” collettiva.

Il ruolo fondamentale delle donne

In quanto programma di sensibilizzazione l’idea è stata supportata dagli insegnanti in pensione, dai lavoratori dell’anganwadi (centro rurale per l’infanzia) e dai membri dell’Accredited Social Health Activist, una rete di servizi sanitari comunitari a livello nazionale, o ASHA, composto da operatrici sanitarie di comunità e dalle donne della comunità (molte le madri degli studenti già preoccupate dal comportamento dei figli”.

Digital Detox

Ad agosto è stato lanciato l’annuncio pubblico Niente cellulare, niente TV per 1 ora e mezza al giorno” e il 15 dello stesso mese, per l’India festa dell’Independence Day, è stato introdotto il Digital Detox.

Visto il successo ottenuto dalla maggioranza della comunità   la disintossicazione digitale quotidiana è ora osservata come una pratica obbligatoria dai residenti di Mohityanche Vadgaon, con un team locale che assicura che anche i più riottosi del villaggio aderiscano alla disciplina.

E mentre altri cinque villaggi nel distretto di Sangli hanno emulato l’iniziativa, sarpanch Mohite sulla scia del successo ottenuto riflette sull’idea di estendere il tempo di No mobile, No Tv, fino a 2 o anche 2,5 ore nel prossimo futuro.

Fonte: abbanews

Digital detox
Tag: