Custodire l’ambiente
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Custodire l’ambiente custodendo l’uomo

Una delle ultime dall’Unione Europea è che in nome della transizione ecologica sarà di fatto limitato l’accesso al credito per le aziende che non offriranno adeguate garanzie “green”.

E già da tempo cercano di propinarci le farine di grilli e vermi, i cibi sintetici;

e poi gli inviti a fare la doccia fredda, a non usare l’auto, e soprattutto quello a non fare figli.

È stata pubblicata su Environmental Research Letter una ricerca condotta da un team dell’Università svedese di Lund, che ha calcolato come ogni individuo che vive in un Paese sviluppato produca in media 58,6 tonnellate di anidride carbonica ogni anno.

E tutti i media e i politici e gli opinionisti sono unanimi nell’accogliere l’allarme dell’Ipcc (Intergovernmental Panel on Climate Change, propaggine dell’Onu): 

il mondo presto finirà per colpa degli esseri umani (e dei bovini, dei suini e degli ovini) che producono troppa anidride carbonica che fa innalzare la temperatura terrestre (chissà perché sul banco degli imputati non ci sono i felini, i canidi e gli equini).

Tutti unanimi nell’ammonire che per “salvare il pianeta” dobbiamo arrivare ad azzerare le emissioni di CO2

La questione scientifica

Dal punto di vista strettamente scientifico, invece, una moltitudine di autorevolissimi scienziati smentisce categoricamente le fake news  catastrofiste della Ipcc. 

Essi, però, non solo non hanno visibilità mediatica, ma sono platealmente censurati, vilipesi e viene loro sistematicamente negato il confronto.

Sostengono che il riscaldamento globale non sarà la causa della fine del mondo, che non c’è prova che esso sia la causa delle alluvioni, degli uragani e dei vari cataclismi che di tanto in tanto accadono;

il global warming non è causato dalla CO2 (che anzi è indispensabile alle piante che a loro volta forniscono ossigeno e nutrimento all’umanità), e in buona sostanza, quindi, il riscaldamento globale non è colpa dell’uomo. 

Alcuni di questi scienziati saranno presenti alla prossima conferenza stampa organizzata da ProVita & Famiglia il 2 febbraio (ore 11 Hotel Nazionale, a Roma): sono membri della Clintel (Climate Intelligence) e autori di vari saggi “anti-catastrofisti” , tra cui, da ultimo, “Dialoghi sul clima” (ed. Rubbettino). 

Molti sono anche gli scienziati che hanno abbandonato l’Ipcc, in quanto consesso politico e non scientifico:

per esempio Christofer Landsea, studioso di uragani, 

Guido Visconti, professore ordinario di Fisica dell’Atmosfera presso la Università dell’Aquila, 

Michael Shellenberger, nominato dalla rivista Time “Eroe dell’Ambiente” nel 2008, che nel 2021 ha pubblicato con Marsilio “L’Apocalisse può attendere – Errori e falsi allarmi dell’ecologismo radicale”. 

Altro “catastrofista” pentito è Patrick Albert Moore, ex presidente di Greenpeace Canada, che dal 1986 ha assunto una posizione critica del movimento ambientalista e si è schierato tra gli anti-catastrofisti sulle questioni climatiche. 

Val la pena inoltre ricordare l’intervento di Wallace Manherimer, uno scienziato nucleare tra i più importanti e stimati al mondo.

Riporta il sito nicolaporro.it che secondo lui l’obiettivo emissioni zero di CO2 sarebbe “la fine della civiltà moderna”,  e risponde a “una logica profondamente errata, oscurata da una propaganda astuta e incessante” che ha convinto tutti che la CO2 dell’industria umana distrugga il pianeta.

Il clima ha conosciuto periodi con temperature ben più calde rispetto a quelle attuali e “non c’è certamente alcuna base scientifica per aspettarsi una crisi climatica da troppa anidride carbonica nell’atmosfera”.

Sottolinea poi che “coloro che possono realizzare un profitto dalla transizione green sono tra i più rumorosi che chiedono ai politici di agire”.

Chi ci guadagna?

E infatti dietro alle politiche ambientaliste girano un sacco di soldi. 

La Iea (International energy agency) ha calcolato che dal 2015 a oggi i cittadini del mondo hanno pagato tasse per la transizione ecologica pari a 3.800 miliardi, che sono finiti nelle tasche delle imprese green. 

Tra l’altro, la quantità di fossili consumata è aumentata lo stesso, da 129.000 TWh (Terawatt-ora) a 136.000, perché l’energia verde è costosa e inefficiente.

E il prezzo dei combustibili fossili è salito alle stelle per mancanza di investimenti nel settore (la guerra in Ucraina è solo un’aggravante: il prezzo sale perché l’offerta diminuisce!).

Una questione ideologica anti-umana

Comunque, al di là della questione scientifica, politica ed economica, a noi di ProVita & Famiglia interessa innanzi tutto la questione bioetica a cui si accennava all’inizio:

la cosiddetta emergenza climatica ambientalista, infatti, si è ben intrecciata con l’ideologia neo-malthusiana ed eugenista che vorrebbero il mondo abitato da pochi, ricchi, sani, belli e – possibilmente – bianchi.

Le masse sono tollerate per lo stretto necessario affinché forniscano beni, servizi e servigi a lor signori.

Saranno tutti buoni e ubbidienti, anzi grati, ai padroni del mondo perché “loro” sono tutti tesi a “salvare il pianeta”, mentre viaggiano su jet privati, mangiano cibi gourmet e consumano l’energia costosissima (loro se lo possono permettere).

Le persone comuni e soprattutto le nuove generazioni, invece, terrorizzate dalla prossima fine del mondo accettano ogni abuso e sopruso (la paura è funzionale al potere), fanno la doccia fredda e mangiano insetti.

Melissa Fleming, Sottosegretario dell’Onu per le comunicazioni globali, ha detto apertamente che loro “possiedono la scienza”, che l’hanno comprata per tacitare i dissidenti.

Che hanno comprato Google, i social più frequentati dai giovani, come TikTok e diversi “influencer” affinché tutti d’accordo predichino i nuovi dogmi della religione ambientalista i cui sommi sacerdoti siedono al Forum di Davos e sui più alti scranni dell’Unione Europea.

Costoro considerano l’uomo il cancro del pianeta, quindi bisogna ridurre la popolazione per mancanza di risorse.

  • Via libera, perciò, alla contraccezione e all’aborto (anche se le donne ci rimettono la salute);
  • via libera all’eutanasia (o suicidio assistito) che toglie di mezzo malati, disabili e anziani improduttivi e costosi per la collettività;
  • via libera alle droghe che rendono i giovani fragili, manovrabili e incapaci di pensare.

Per lo stesso motivo, via libera a una scuola che non insegna più niente e non forma capacità critiche negli studenti, anzi a buon bisogno induce in loro la “confusione di genere”. 

Il nostro dovere

Sta quindi a noi creare uno spiraglio nella diga delle falsità propagandate dai padroni del mondo, certi che la verità trionferà prima che sia troppo tardi.

Dobbiamo salvare l’ambiente, anzi, il Creato (dall’inquinamento, per esempio), ma con l’Uomo e per l’Uomo, che con la sua somma dignità e il suo ingegno ha il diritto e il dovere di goderne usandolo e curandolo, per lasciarlo in eredità a una grande, grandissima, moltitudine di generazioni future.  

Fonte: provitaefamiglia

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