Antitrust: stop ad altri 7 operatori per il caro bollette
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Aumenti illeciti in bolletta, stop d’urgenza del Garante per altri sette operatori. Ecco cosa succede ora

Antitrust interviene di nuovo sul tema delle bollette gonfiate nei confronti di altri 7 operatori di energia (Enel, Eni, Hera, A2A, Edison, Acea ed Engie) che si aggiungono a Iren, Dolomiti, Iberdrola ed E.ON fermati a ottobre dall’Autorità. Tutti dovranno da subito tornare alle condizioni originarie dell’offerta e consentire agli utenti di applicare le precedenti tariffe. Molti utenti infatti stanno subendo dai propri fornitori di luce e gas aumenti illegittimi e minacce di rescissione dal contratto di fornitura. Ma una norma del decreto Aiuti bis vieta le variazioni di alcuni tipi di contratto fino al 2023. Ecco cosa succede ora e cosa possono fare i consumatori.

In questo periodo di forti rialzi del prezzo del gas e dell’energia elettrica, molti operatori stanno inviando ai propri clienti comunicazioni in cui informano che saranno modificate unilateralmente le condizioni economiche oppure che verranno disdetti i contratti in essere perché per loro troppo onerosi.

Da dove si è cominciato

A seguito di svariate segnalazioni l’Autorità garante della concorrenza e del mercato (l’Antitrust) aveva avviato un’istruttoria nei confronti di 4 operatori di energia: Iren e Dolomiti per presunte modifiche unilaterali illegittime del prezzo di fornitura di energia elettrica e gas naturale, e nei confronti di Iberdrola ed E.ON per possibili indebite risoluzioni contrattuali (ovvero hanno comunicato agli utenti la risoluzione del contratto di fornitura per eccessiva onerosità sopravvenuta, costringendoli ad accettare un nuovo contratto a condizioni economiche peggiori oppure a passare a forniture alternative). Aveva poi chiesto informazioni su presunte pratiche scorrette ad altri 25 operatori di mercato ed ora ha aperto sette istruttoria e quindi adottato nuovi sette provvedimenti cautelari nei confronti di Enel, Eni, Hera, A2A, Edison, Acea ed Engie per presunte modifiche unilaterali illegittime del prezzo di fornitura di energia elettrica e di gas naturale. Una partita da 7 milioni e mezzo di contratti, con 2,6 milioni di consumatori che già starebbero pagando più del dovuto. Ora, dice l’Authority, le imprese dovranno “sospendere l’applicazione delle nuove condizioni economiche, mantenendo o ripristinando i prezzi praticati prima del 10 agosto 2022 e, inoltre, dovranno comunicare all’Autorità le misure che adotteranno al riguardo.

Stop agli aumenti e alle risoluzioni contrattuali

In particolare Iberdrola ed E.ON da fine ottobre hanno dovuto applicare le originarie condizioni di offerta e consentire agli utenti che, a seguito della risoluzione del contratto hanno scelto un nuovo fornitore o sono stati trasferiti alla fornitura in regime di tutela, di ritornare presso di loro alle originarie tariffe. Dolomiti e Iren hanno dovuto invece sospendere le comunicazioni di modifica delle condizioni economiche e non applicarle quindi in bolletta, mantenendo, fino al 30 aprile 2023, il prezzo di fornitura che avevamo applicato fino al 10 agosto scorso.

Oggi si aggiungono a questi operatori altri sette fornitori di energia e gas che rappresentano l’80% del mercato italiano: Enel, Eni, Hera, A2A, Edison, Acea ed Engie.

Cosa viene contestato ai 7 operatori

Alle sette società viene contestata la mancata sospensione delle comunicazioni di proposta di modifica unilaterale delle condizioni economiche, inviate prima del 10 agosto 2022 e, in seguito, le proposte di aggiornamento o di rinnovo dei prezzi di fornitura, di carattere peggiorativo, giustificate sulla base della asserita scadenza delle offerte a prezzo fisso.

Ad Acea viene anche contestata l’asserita efficacia delle comunicazioni di modifica unilaterale del prezzo di fornitura perché inviate prima dell’entrata in vigore del Decreto Aiuti bis (10 agosto 2022) e non “perfezionate” prima della stessa data.

Spetta inoltre alle società, informare i consumatori, individualmente e con la stessa modalità usata per le modifiche unilaterali illecite sulle misure richieste da Antitrsut. Le società dovrebbero automaticamente mettere in atto le disposizioni del Garante e applicare le condizioni corrette, ma è bene da parte degli utenti sollecitare il proprio operatore inviando un reclamo.

Sulla base dei dati forniti dalle stesse imprese, risulta che i consumatori, i condomini e le microimprese interessati dalle comunicazioni di variazione delle condizioni economiche sono 7.546.963, di cui circa 2.667.127 avrebbero già subito un ingiustificato aumento di prezzo. Ma vediamo cosa prevede questa normativa a favore dei consumatori. 

Cosa prevede la norma salva-bolletta

Proprio per evitare che molti fornitori riversassero sui propri clienti gli aumenti, infatti, il governo Draghi aveva introdotto col decreto Aiuti bis (il DL 115/2022) una norma per salvaguardare le bollette degli utenti. Di fatto questa norma prevede uno stop alle modifiche unilaterali dei contratti di fornitura gas e luce; inoltre da qualche giorno l’Autorità di regolazione per l’energia (Arera) e l’Autorità garante della concorrenza e del mercato (Agcm) avevano precisato in quali casi si applica e in quali casi no e avevano affrontato anche il caso di alcuni operatori che stanno minacciando in maniera illecita i propri clienti di interrompere i contratti perché diventati poco convenienti per il provider. 

Il legislatore ha previsto che fino al 30 aprile 2023 non siano efficaci le clausole che nel contratto permettono alla società di fornitura di modificare le condizioni relative alla definizione del prezzo anche nel caso in cui sia riconosciuto il diritto di recesso per il cliente. Questa sospensione ha effetto retroattivo e dunque non sono validi tutti i preavvisi di aumento comunicati dalle società ai clienti prima dell’entrata in vigore della legge (e quindi fino al 9 agosto 2022) a meno che le modifiche non siano già entrate in vigore prima del 10 agosto 2022

Fonte: Altroconsumo

Caro bollette: l’Antitrust stoppa altri 7 operatori
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