Svezia nella Nato
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L’Ungheria fa ancora melina sulla Svezia nella Nato
Stati Uniti contrariati

Dopo il sì della Turchia, era atteso anche il via libera di Budapest che non è arrivato: i membri del partito di governo Fidesz hanno boicottato una sessione del parlamento convocata dall’opposizione per ratificare l’adesione della Svezia nella Nato.

L’Ungheria è l’unico dei 31 membri della Nato a non aver ancora ratificato l’adesione della Svezia nella Nato.
Il Parlamento ungherese aveva inserito la richiesta di adesione all’ordine del giorno della sessione straordinaria di lunedì 5 febbraio, ma la votazione è naufragata per l’assenza dei deputati del partito Fidesz.
Tuttavia, il mese scorso il premier ungherese Viktor Orbán aveva promesso di sollecitare la ratifica.

Svezia nella Nato
Si prolunga l’attesa

Fidesz ha motivato l’impasse, dicendo che i politici svedesi hanno in più di un’occasione detto “palesi bugie” sulle condizioni della democrazia ungherese.
Si prolunga dunque ancora l’attesa della Svezia, che dura già da 20 mesi.

Gli Stati Uniti si sono detti delusi per l’occasione mancata.
David Pressman, ambasciatore degli Stati Uniti a Budapest:

Il primo ministro Viktor Orbán si è impegnato a convocare il Parlamento per sollecitarlo ad agire al più presto.
Questa era un’opportunità per farlo

I deputati del partito di governo Fidesz hanno dichiarato di voler posticipare il voto sull’adesione della Svezia alla Nato dopo l’eventuale incontro ufficiale tra il primo ministro svedese Ulf Kristersson e il premier ungherese Viktor Orbán.
Nonostante il breve faccia a faccia tra i due in occasione del Consiglio europeo di Bruxelles di giovedì scorso, la situazione è ancora congelata.

“Credo che si sia trattato di un buon confronto che ha gettato le basi per un dialogo a più lungo termine”

aveva dichiarato Kristersson, che però ha aggiunto di voler incontrare Orbán solo dopo il voto dell’Ungheria per il via libera alla Svezia nella Nato.

Svezia nella Nato:
il Parlamento ungherese posticipa a fine mese

Budapest prende dunque il suo tempo.
Il presidente del Parlamento László Kövér e il ministro degli Esteri Péter Szijjártó hanno commentato dicendo che non vedono ragione per trattare la questione prima della riconvocazione del Parlamento il 26 febbraio.
Gli sviluppi della situazione sono al centro dell’attenzione dei partner Nato, sia in Europa che oltreoceano. 

Anche il segretario di Stato americano Antony Blinken ha invitato l’Ungheria a non tardare oltre, anche se ha contemplato una road map più diluita:

“Prevedo che ciò avverrà nelle prossime settimane quando il Parlamento ungherese tornerà a riunirsi”.

FONTE: EuroNews

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