Milano-Cortina 2026
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Olimpiadi Milano-Cortina 2026
Corruzione e gare truccate per l’appalto servizi digitali

Prima inchiesta sull’organizzazione delle prossime Olimpiadi invernali: l’amministratore delegato tra il 2018 e il 2022 della Fondazione Milano-Cortina 2026, Vincenzo Novariè indagato dalla procura di Milano per l’ipotesi di corruzione e turbativa d’asta (insieme all’imprenditore fondatore della società informatica Vetrya di Orvieto, Luca Tomassini, e a un dirigente) in relazione all’assegnazione di un appalto per i servizi digitali della Fondazione incaricata di organizzare le Olimpiadi e le Paralimpiadi Invernali del 2026.

La Fondazione è controllata dal Coni (il cui numero uno Giovanni Malagò la presiede), dalle Regioni Lombardia e Veneto e dai Comuni di Milano e di Cortina (mentre la Presidenza del Consiglio vi è entrata insieme alle province di Trento e Bolzano attraverso la riforma del decreto Aiuti-bis nell’estate 2022 coincisa con l’uscita di Novari sostituito da Andrea Varnier).
 
Nell’indagine dei pm Francesco Cajani e Alessandro Gobbis, con il procuratore aggiunto Tiziana Siciliano, la GdF sta acquisendo documentazione sia nella sede della Fondazione, sia negli uffici di Vetrya, e anche in quelli di Deloitte che era poi subentrata a Vetrya nella fornitura di servizi digitali.

Fondazione Milano-Cortina 2026
I motivi delle perquisizioni

Per motivare l’esigenza delle perquisizioni il decreto dei pm accenna al fatto che Novari e il coindagato ex responsabile dei processi innovativi nel comitato organizzatore Milano-Cortina, Massimiliano Zuco, avrebbero «ricevuto o accettato la promessa dall’imprenditore Luca Tomassini somme di denaro e altre utilità (quale l’auto Smart per Zuco, pagata direttamente da Tomassini tramite la società Vetrya fin dal novembre 2019)» in cambio di «successive aggiudicazioni a favore di Vetrya ed emissione di fatture da parte di Vetrya e Quibiyt (due società amministrate da Tomassini), nei confronti della Fondazione, per importi complessivamente non inferiori a 1.895.346,60 euro».
L’alternativa — tra l’avere ricevuto e l’avere accettato la promessa di ricevere — di solito, in contesti così embrionali dell’indagine, segnala che questa ipotesi trae fondamento da qualche messaggio intercorso su WhatsApp tra gli indagati e probabilmente sequestrati, di cui le perquisizioni odierne cercano appunto il riscontro concreto.

I fatti vengono contestati tra il marzo 2020 e il marzo 2021, e il decreto evoca «sia la concreta estrinsecazione dei rapporti economici di Vetrya spa la Fondazione Milano-Cortina 2026, documentati dalle fatture emesse dalla prima nei confronti della seconda per un importo complessivo di euro 816.859,60 tra il 30 settembre 2020 e il 30 aprile 2022, sia la notizia dell’effettiva aggiudicazione a Vetrya (da essa comunicata su Twitter il 15 marzo 2021) della “gara” relativa all’incarico per lo sviluppo dei servizi digitali delle Olimpiadi e Paralimpiadi di Milano-Cortina 2026».

Altri due motivi di accertamento

Sempre dal decreto di perquisizione emergono altri due profili di futuro accertamento, uno più serio e uno più coreografico.
Quello in teoria più serio è l’eventualità che Novari abbia favorito l’assunzione nella Fondazione Milano-Cortina 2026, di «personale dipendente» proveniente dalle aziende dei suoi «precedenti incarichi dirigenziali» e da altre direttamente a lui «riferibili».

Quello più buffo è invece il passaggio nel quale si adombra che Zuco possa essersi impegnato affinché «uno dei due loghi di Milano-Cortina 2026», al centro di un televoto pubblico gestito a livello tecnologico appunto da Vetrya di Tomassini, «avesse la meglio sull’altro, in violazione dell’idea stessa di una “giuria popolare” alla quale fosse deputata, in via esclusiva, la scelta del logo».

Ad avviso degli inquirenti, peraltro, Zuco sarebbe «sempre attivo in interlocuzioni» con l’imprenditore «in palese violazione degli elementari criteri di trasparenza ed imparzialità nella aggiudicazione di gare pubbliche»: assunto che i pm traggono ad esempio da mail interne a Vetrya nelle quali si indicava che «entro domani sera cerchiamo di avere un importo da trasferire a Zuco».

Tomassini e la precedente inchiesta

La presenza di Tomassini, fondatore di Vetrya, nell’indagine su Novari fa pensare che il nuovo fascicolo scaturisca da qualche documentazione trovata nella precedente inchiesta di uno dei due pm milanesi, Cajani (in quel caso con l’aggiunto Eugenio Fusco) per la quale 27 persone, tra cui appunto Tomassini e alcuni ex manager di WindTre, mesi fa sono state rinviate a giudizio dalla giudice Sofia Fioretta con l’accusa a vario titolo d’aver truffato nel 2017-2020 agli ignari consumatori — benché a colpi di pochi centesimi al giorno — 200 milioni di euro in servizi telefonici aggiuntivi (giochini, suonerie, meteo, oroscopi, gossip) commercializzati dalle aziende di contenuti e poi attivati dall’operatore telefonico a sovrapprezzo sulla scheda Sim di utenti che non li avevano affatto richiesti, ma che venivano ingannati da fraudolenti banner pubblicitari senza clic.

Fondazione Milano-Cortina 2026
Natura sostanzialmente pubblicistica

Le perquisizioni odierne segnalano che evidentemente gli inquirenti milanesi ritengono di potere fondatamente argomentare che il Comitato organizzatore dei giochi olimpici, sebbene si qualifichi – in forza di una norma di rango primario — come «ente non avente scopo di lucro e operante in regime di diritto privato», in realtà abbia una natura sostanzialmente pubblicistica, giacché persegue uno scopo di interesse generale, e lo fa con membri, con risorse e con garanzie dello Stato e di enti locali (Presidenza del Consiglio dei Ministri, Regioni Lombardia e Veneto, Comuni di Milano e Cortina d’Ampezzo, Province di Trento e Bolzano, Coni e Cip).

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