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Case green, Mes, etichette del vino:
i 3 dossier che dividono Italia e Ue

In una fase particolarmente delicata che vede il governo Meloni impegnato in una trattativa con Bruxelles per apportare delle modifiche al Piano nazionale di ripresa e resilienza, tre dossier europei si impongono all’agenda dell’esecutivo.
E sono tutti politicamente spinosi.

Il Primo dossier

E’ la proposta di direttiva europea “Epbd” con le nuove regole sull’efficienza energetica degli immobili: la presidenza di turno svedese dell’Unione europea si impegna ad approvarla green entro sei mesi, ma l’Italia è pronta a dare battaglia e a bloccare una normativa che di fatto imporrebbe l’obbligo di ristrutturare due immobili su tre per renderli più efficienti da un punto di vista energetico.

Il secondo dossier

E’ in realtà “un vecchio classico”: la ratifica del Mes da parte dell’Italia (mancano solo la sua e quella della Croazia).
Nelle ultime ore da Bruxelles è giunto un messaggio chiaro: la riforma del Meccanismo europeo di stabilità va approvata così com’è, ci sarà poi tempo per riflettere sul suo futuro.
Un messaggio che è giunto all’indomani dell’incontro a Palazzo Chigi tra la presidente del consiglio Giorgia Meloni e i vertici del Mes, in cui la premier ha auspicato correttivi per renderlo uno strumento capace di rispondere alle esigenze delle diverse economie.

Il terzo dossier

Il vino.
Il governo Meloni è intervenuto contro la norma irlandese che punta a introdurre gli health warnings nelle etichette di vino, birra e alcolici sulla scorta di quanto avvenuto per le sigarette.
Questa soluzione, attacca l’esecutivo, viola il principio della libera circolazione delle merci con pesanti ripercussioni sul mercato interno ed effetti distorsivi sugli scambi intracomunitari.

FdI:
risoluzione per fermare
direttiva Ue su case green

Per quanto riguarda il primo dossier, Fratelli d’Italia ha messo nel mirino la proposta di direttiva europea “Epbd”.

Il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera Tommaso Foti ha sottolineato in una nota:

«La casa è sacra e non si tocca.
Fratelli d’Italia mette in guardia dal tentativo dell’Unione europea di rifilare all’Italia, con la direttiva sull’efficientamento energetico, una patrimoniale camuffata che va a ledere i diritti dei proprietari».
Il gruppo ha «presentato una risoluzione in Parlamento per chiedere che il governo intervenga per scongiurare l’approvazione di una norma che danneggerebbe milioni di italiani proprietari di immobili».

Mes, fonti Ue:
prima di ratifica difficile correzione

Quanto invece al secondo dossier, a confermarne il peso è il fatto che, per spingere (e convincere) l’Italia a ratificare la riforma del Meccanismo europeo di stabilità (Mes), i suoi vertici (il nuovo direttore generale del Meccanismo, il lussemburghese Pierre Gramegna e il suo braccio destro italiano, il segretario generale Nicola Giammarioli) sono volati direttamente a Roma, per un faccia a faccia con la premier Giorgia Meloni.
Ma al di là della ratifica formale, su cui si esprimerà il Parlamento, alla premier interessa ragionare sulla sostanza:

bisogna «verificare possibili correttivi», insieme agli altri Stati, per rendere il Mes «uno strumento effettivamente capace di rispondere alle esigenze delle diverse economie».

Dopo la pandemia, la guerra in Ucraina e le nuove difficoltà economiche che sono seguite, lo strumento va insomma ripensato per adattarlo alla nuova situazione.

Il braccio di ferro
sulle etichette per il vino

Infine, il capitolo vino.
Dopo il silenzio-assenso dell’Unione europea – di fatto un via libera – al progetto di legge irlandese sugli alert sanitari in etichetta sul vino, il Governo è intervenuto con una lettera al Commissario Ue al mercato interno, Therry Breton.
Firmata dal ministro degli Affari esteri Antonio Tajani, e dal responsabile dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare, Francesco Lollobrigida, la lettera chiede un intervento di Breton

«a tutela del corretto funzionamento del mercato interno, in linea con la giurisprudenza della Corte di Giustizia europea che ha graniticamente ritenuto che tutte le misure di uno stato membro atte a impedire direttamente o indirettamente, gli scambi presenti e potenziali all’interno dell’unione abbiano effetto equivalente alle restrizioni quantitative e siano pertanto vietate».

FONTE: ilsole24ore

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