Beffa
Se ti piace l'articolo, condividilo

Tetto Ue al prezzo del gas:
una beffa

La beffa della proposta Ue del tetto al prezzo del gas
La Commissione fissa i limiti ai costi sul mercato ma a condizioni talmente difficili da raggiungere che quest’anno non sarebbero mai entrati in vigore, neanche nei momenti più duri della crisi.

La proposta

Dopo mesi di attese e di trattative tra gli Stati membri dell’Unione europea la Commissione ha finalmente messo in campo una proposta concreta e dettagliata sul tetto al prezzo del gas, una proposta che Bruxelles ritiene possa mettere d’accordo tutte le capitali e ottenere il via libera anche di quelle più critiche.
Ma come spesso succede quando si tenta di fare contenti tutti si rischia di non far contento nessuno e di mettere in campo provvedimenti troppo deboli, al punto tale da sembrare quasi inutili.

L’esecutivo comunitario ha proposto un price cap che dovrebbe entrare in vigore

Dal prossimo primo gennaio in situazione di emergenza e che dovrebbe scattare automaticamente ogni volta che verranno soddisfatte due condizioni.

La prima condizione
La prima è che per due settimane di seguito il prezzo del gas scambiato al Ttf di Amsterdam (l’indice di riferimento per il gas che arriva con i gasdotti) sia superiore ai 275 euro a megawattora.

La seconda condizione
La seconda è che lo spread, la differenza di prezzo tra il Ttf e quello del Gnl, sia oltre i 58 euro per dieci giorni consecutivi di scambio.
I mercati di riferimento che saranno usati per calcolare lo spread saranno il Daily Spot Mediterranean Marker (Med), e il Daily Spot Northwest Europe Marker (Nwe).

Ed ecco la beffa

Di fatto una condizione come quella fissata dall’esecutivo comunitario nel 2022 non si è mai realizzata, neanche ad agosto quando il prezzo del Ttf è arrivato al picco storico di 346 euro, ma non è stato comunque più alto di 275 euro a megawattora per due settimane.
Questo significa che a meno che non si prevede una situazione molto più critica per il prossimo anno, questo price cap potrebbe non entrare mai in vigore.

Definita “proposta equilibrata”

Nel presentare l’intervento la commissaria europea all’Energia, Kadri Simson, ha definito la proposta “equilibrata” e ha spiegato che è pensata per non mettere in pericolo “la sicurezza delle forniture”.
I timori dei Paesi più scettici sul price cap, come l’Olanda e soprattutto la Germania (che con la chiusura di Nord Stream è ormai quasi totalmente dipendente dal mercato spot del Gnl), è che ponendo dei tetti al gas i fornitori dei Paesi terzi potrebbero preferire vendere i loro idrocarburi ad altre nazioni, lasciando a secco l’Europa.

Con le forniture della Russia che saranno praticamente nulle anche il prossimo anno “i mercati globali funzioneranno su una forte competizione e dobbiamo proporre misure che ci permettano di attirare i cargo” di gas naturale liquefatto, ha detto Simson.
E la competizione sarà fortissima proprio a partire dalla prossima primavera, quando ricominceranno gli acquisti per riempire le riserve nazionali, svuotate durante l’inverno.

In caso di via libera

Se otterrà il via libera del Consiglio Ue Energia, quello straordinario di giovedì o uno dei successivi, il meccanismo di emergenza potrebbe entrare in vigore dal prossimo primo gennaio.
La proposta della Commissione è basata sull’articolo 122 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea e dunque prevede l’approvazione a maggioranza qualificata degli Stati membri al Consiglio (quando il 55% degli Stati membri vota a favore, ovvero 15 paesi su 27 o quando i Paesi che appoggiano la proposta rappresentano almeno il 65% della popolazione totale dell’Ue).

Il regolamento prevede che quando le due condizioni sono soddisfatte, l’Agenzia per la cooperazione fra i regolatori nazionali dell’energia (Acer) pubblicherà immediatamente un avviso di correzione del mercato nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea e informerà la Commissione, l’Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati (Esma) e la Bce.
Il giorno successivo entrerà in vigore il meccanismo di correzione del prezzo e non saranno accettati ordini sul mercato Ttf relativi al mese precedente eccedenti il tetto del prezzo di sicurezza.
Allo stesso modo in cui scatterebbe in maniera automatica, il tetto poi verrebbe eliminato automaticamente se le due precondizioni dovessero cadere o se la Commissione dovesse decidere diversamente.

Salvaguardie

Si prevedono salvaguardie per evitare perturbazioni dei mercati, e in questo senso il tetto al prezzo è limitato solo ai prodotti future (prodotti Ttf del mese precedente) “in modo che gli operatori del mercato possano comunque soddisfare le richieste della domanda e approvvigionarsi di gas sul mercato spot e fuori borsa”, si legge in una nota della Commissione.
Questo significa che di fatto aggirando il Ttf un’azienda disposta a pagare il prezzo oltre il tetto potrà comunque stringere un accordo diretto con un fornitore.
Per garantire che i consumi non aumentino e che quindi la domanda non cresca in maniera eccessiva, la proposta impone agli Stati membri di notificare entro due settimane dall’attivazione del meccanismo di correzione del mercato quali misure hanno adottato per ridurre il consumo di gas ed elettricità da parte di aziende e cittadini.

FONTE: Europa today

Beffa