Armi all'Ucraina
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“Nessun nuovo decreto per inviare armi all’Ucraina”,
il messaggio dal Governo è chiaro: “ecco perché”

L’operazione armi all’Ucraina è in stand-by, assicurano più fonti di governo

“solo e soltanto perché prima è necessario coordinarci con la Nato ed entrare nel dettaglio delle richieste militari dell’Ucraina.
Solo allora si capirà cosa serve a Kiev e quali armamenti potremo fornire”

“Non c’è al momento allo studio alcun nuovo decreto per inviare armi all’Ucraina.

E’ questo il messaggio che arriva da Palazzo Chigi.
I motivi, però, sono diversi da quelli che si potrebbero immaginare, al netto delle pressioni di Salvini e Berlusconi degli ultimi giorni relativamente a uno stop definitivo di invio delle armi per provare a trattare.

Su questo Meloni è categorica e proseguirà nella linea Draghi:

“l’Italia continuerà a sostenere anche militarmente Kiev. La pace si ottiene consentendo all’Ucraina di difendersi”.

Dunque, il messaggio è chiaro: niente armi non perché non si vuole più ma perché è necessario coordinarsi con la Nato per gli aiuti.
L’Ucraina vuole maggiore difesa aerea, ma l’Italia non è abbastanza fornita di questo aspetto; e poi c’è da completare la fornitura di armi del quarto e quinto decreto, prima di procedere al sesto

FONTE: strettoweb

“C’è un modo
per arrivare alla pace nella guerra in Ucraina”
Berlusconi spiega come

Come, secondo Silvio Berlusconi, si potrebbe arrivare alla pace in Ucraina

Secondo Silvio Berlusconi c’è un modo per poter arrivare a una trattativa di pace nel conflitto ucraino.

“Solo se a un certo punto l’Ucraina capisse di non poter più contare sulle armi e sugli aiuti e se, invece, l’Occidente promettesse di fornirle centinaia di miliardi di dollari per la ricostruzione delle sue città devastate dalla guerra. In questo caso Zelensky, forse, potrebbe accettare di sedersi al tavolo per una trattativa”.

Lo ha detto il leader di Forza Italia in un’intervista a Bruno Vespa per il suo ultimo libro, “La grande tempesta”.

“In questa situazione – continua Berlusconi – noi non possiamo che essere con l’Occidente nella difesa dei diritti di un Paese libero e democratico come l’Ucraina”.

Sullo stop alle armi, preferendo l’invio di massicci aiuti economici per la ricostruzione, Vespa obietta che Putin dovrebbe almeno lasciare le due regioni (Kherson e Zaporizhzhia) occupate e annesse dopo le altre due del Donbass (Donetsk e Luhansk).
Berlusconi sembra d’accordo, pensa però che non si dovrebbe discutere l’appartenenza alla Federazione Russa della Crimea e fare un nuovo referendum nel Donbass con il controllo dell’Occidente.
E’ convinto che Putin sia “un uomo di pace, confessa a Vespa.

FONTE: strettoweb

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