A che distanza da un’antenna 5G mi devo preoccupare?
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A che distanza da un’antenna 5G mi devo preoccupare? Per rispondere a questa domanda faccio una premessa normativa. Nel 2002 il Decreto Gasparri, che ora è abolito, stabiliva una distanza minima dei ripetitori dalle abitazioni di 70 metri. Al momento, il nuovo Codice delle comunicazioni elettroniche non prevede più una distanza minima.

A seguito della Legge 214/2023 a partire dal 29/04/2024 il limite è passato da 6 V/m a 15 V/m.

Però a prescindere dalla Legge, approfondiamo l’aspetto della Salute. L’installazione di un ripetitore rappresenta un danno economico sia per l’immobile dove è posizionato e sia per gli immobili vicini. Questo perché determina una minore appetibilità sul mercato immobiliare. Accanto a questo, potenzialmente, ci possono essere delle importanti controindicazioni per la salute, che spesso si manifestano nel lungo periodo. Si va dal mal di testa al tumore.

Però non voglio fare allarmismo e specifico che solo una esposizione prolungata a valori molto elevati può portare a brutti mali. In un altro video parlerò delle evidenze scientifiche. Nel corso degli ultimi 10 anni abbiamo effettuato molte misurazioni. Per esperienza posso dire che superati i 100 metri in linea d’aria dall’antenna, l’intensità del campo elettromagnetico cala moltissimo e diventa a stento misurabile. La gravità dei danni è proporzionale all’intensità del campo elettromagnetico. Cioè se si sta più vicini, l’intensità è maggiore e quindi anche i danni sono maggiori. Quindi oltre i 100 metri direi di stare tranquilli.

Al di sotto, mi sento di consigliare una misurazione da parte di un professionista indipendente. Questa mia valutazione è corroborata ad esempio dal Protocollo d’Intesa stipulato tra il Comune di Roma e le società concessionarie di telefonia mobile, che vieta espressamente di posizionare stazioni radio base ad una distanza dalle scuole e dai luoghi intensamente frequentati inferiori ai 100 m. Quindi la risposta alla domanda, a mio parere, è 100 metri. Però probabilmente anche a 70 metri si avranno valori di intensità accettabili. A distanze inferiori è sempre da verificare.

Un caso particolare da citare è per chi abita nel palazzo alla cui sommità c’è l’antenna; in questo caso si beneficia di un cosiddetto “effetto ombrello”. Questo effetto però non è però miracoloso. Esiste una discreta quantità di onde elettromagnetiche che comunque sfugge verso il basso. In questi casi consiglio una misura da parte di un tecnico indipendente. Riassumendo. Oltre i 100 metri di distanza in linea d’aria non mi preoccuperei. Al di sotto mi sento di consigliare una misura da parte di un tecnico indipendente. Successivamente alla misura, se viene violata la legge, si può presentare un esposto alla Procura della Repubblica o ai Carabinieri. Oppure tramite un avvocato ci si può rivolge ad un giudice per impugnare l’atto amministrativo di concessione dell’installazione. Concludo dicendo che anche se è vero che l’iniziativa economica è libera, questa non può però svolgersi in modo da provocare un danno alla salute e alla sicurezza delle persone. Cioè non si può andare in contrasto con il diritto alla salute.

Fonte: A2C Salerno

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